.Avete mai provato a lavorare la creta? Oltre alla “magia” del manufatto il plasmare regala una sorta di terapia del bene. Da una parte la soddisfazione del fare a mano dall’altra le proprietà anti stress dell’argilla. Gabriella ha incontrato questa passione per caso in un soggiorno in Umbria da un’amica artista brasiliana.

Da allora il suo tempo libero è scandito dalla passione per la cucina e la lavorazione della creta. Le forme che escono dalle mani di Gabri, sono le più variegate. Essendo un piacere, non bisogna porsi limiti. E allora si và dalle sperimentazioni magmatiche della rivisitazione delle foglie degli alberi ( in genere le raccoglie da terra) poi studia le forme e le rielabora decorandole con imprevedibili smalti.
Si passa agli oggetti quotidiani pseudo geometrici come le tazzine da caffè, i piattini, le ciotole, i vasi, i vuota tasche o i centro tavola. L’ultimo natale (2008) ha elaborato una collezione di portachiavi di ispirazione “pop” sottolineando l’elemento ludico dell’oggetto. La fantasia è illimitata, spesso la fonte d’ispirazione delle opere di Gabriella sono i viaggi.

Quando il manufatto da crudo viene posto nel forno il risultato della cottura non è mai scontato; è da qui che parte il piacere di scoprire (anche sbagliando) l’imprevedibilità dei colori, in origine di tonalità acerba, post forno ossidati dall’alta temperatura, anche 1000 gradi. Forse è questo il vero viaggio di Gabriella, un viaggio da fermo che porta ad elevarsi assaporando il piacere di antichi gesti reinterpretati in chiave contemporanea.